La Preside con Luisa Ranieri stasera su Rai 1: gli episodi 3 e 4 sono un pugno allo stomaco, ecco perché non puoi perderli

In sintesi

  • 🎬 La Preside
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📚 Miniserie ispirata alla storia vera della dirigente scolastica Eugenia Carfora, che racconta la lotta per il riscatto sociale in una scuola di periferia tra tensione civile, realismo e grande impatto emotivo.

La Preside, Luisa Ranieri, Rai 1 e la regia di Luca Miniero guidano la serata televisiva di oggi, lunedì 19 gennaio 2026, con gli attesissimi episodi 3 e 4 della miniserie che sta facendo parlare tutta Italia. Un racconto potente, ispirato alla storia vera della dirigente scolastica Eugenia Carfora, che unisce denuncia sociale, tensione narrativa e un’energia emotiva rara nella fiction italiana.

Stasera, alle 21:30 su Rai 1, la battaglia di Eugenia Liguori nel difficilissimo Istituto Morano (nella realtà l’“Ortese” di Napoli) arriva al suo punto più incandescente. Ed è proprio qui che La Preside mostra la sua natura più audace: non una semplice fiction scolastica, ma un vero manifesto civile travestito da serie TV, costruito con una regia che cattura l’urgenza sociale come fosse un thriller.

La Preside Rai 1: Episodi 3 e 4 e la tensione narrativa crescente

Nella terza puntata, “Non c’è più tempo”, Eugenia entra ancora più a fondo nelle vite dei ragazzi difficili, soprattutto Marita e Mario. Il ritmo cresce, e si percepisce la scelta di Miniero di lavorare con camera a mano e continui movimenti: sembra quasi di essere trascinati nei corridoi della scuola insieme alla preside, di condividere il suo fiato corto, la fatica, la convinzione. In parallelo, l’insegnante Vittorio — un Alessandro Tedeschi sorprendentemente misurato — mostra il lato più empatico del corpo docente, cosa che dà all’episodio un respiro più intimo e umano.

Il quarto episodio, “Apri i tuoi occhi”, è quello che più rivela la natura della serie: qui La Preside diventa un vero e proprio racconto di frontiera, in cui la scuola non è solo un luogo di istruzione, ma un territorio conteso. Eugenia salva Marita dalla violenza del fidanzato, ma paga questa scelta con minacce sempre più dirette. È la puntata che cambia tono e apre scenari decisamente più scuri. Da nerd della serialità, è impossibile non notare il parallelismo con certe stagioni di “Gomorra” ambientate negli interstizi del potere criminale, con la differenza che qui il punto di vista è tutto femminile, tutto istituzionale, tutto umano.

Luisa Ranieri ne La Preside: un’interpretazione destinata a lasciare il segno

La Ranieri è monumentale: interpreta Eugenia con una determinazione che ricorda i grandi personaggi civili della serialità internazionale. La sua preside non è un’eroina in senso tradizionale ma una donna piena di contraddizioni, rigorosa fino all’eccesso, talvolta davvero “pazza” — come la chiamano i locali — nel suo rifiutare compromessi. È forse la sua interpretazione più viscerale dopo Lolita Lobosco, ma qui la leggerezza non trova spazio: la Ranieri sembra letteralmente incarnare il peso sociale del ruolo.

Accanto a lei, gli studenti — come Francesco Zenga e Ludovica Nasti — portano autenticità e ruvidità necessarie a raccontare un mondo in cui i ragazzi non sono stereotipi, ma frontiere mobili continuamente in bilico. Il maresciallo Corsi e Giuliana completano un microcosmo in cui ogni personaggio ha diritto a un’ombra, a un dubbio, a una possibilità.

  • Riprese a San Giovanni a Teduccio per rappresentare una periferia “universale”.
  • Tra gli sceneggiatori anche Cristiana Farina, mente dietro Mare Fuori.

Episodi 3-4 in onda stasera alle 21:30 su Rai 1 e durata complessiva della serata: 145 minuti. Questi due elementi, presi insieme, spiegano molto del taglio narrativo della serie: è un prodotto pop, ma con una forte tensione civile e un desiderio di restituire realtà senza cadere nel documentaristico puro. E qui si sente forte l’impronta di Miniero, che sceglie di unire estetica e contenuto senza appesantire lo spettatore, ma nemmeno edulcorando.

L’impatto culturale: perché La Preside sta segnando un nuovo standard

La scelta di ispirarsi alla storia vera di Eugenia Carfora rende la serie un oggetto culturale ibrido e interessantissimo. Non è un biopic, non è una fiction classica, non è una denuncia frontale. È un racconto che si muove con la stessa radicalità emotiva delle storie di riscatto americane, ma tenuto con un realismo quasi neorealista nella rappresentazione del territorio.

In un panorama televisivo dove si alternano thriller, commedie e crime, La Preside apre un varco differente: quello della narrazione sociale di qualità, già sperimentato da alcune produzioni europee, ma ancora troppo poco battuto dalla TV italiana generalista. E proprio per questo è destinata a lasciare un segno duraturo.

Se amate le storie di resistenza quotidiana, se vi affascina la serialità che mette insieme cuore e denuncia, se vi piace riconoscere nei piccoli gesti dei personaggi il riflesso di una realtà che ci riguarda tutti, questa è la visione giusta per voi. La Preside non è solo una serie: è una lente sul Paese. E stasera, con due episodi centrali davvero intensi, offre uno dei momenti più alti della stagione televisiva.

Quale scena ti ha colpito di più ne La Preside?
Il salvataggio di Marita
Le minacce alla preside
I corridoi con camera a mano
La determinazione di Eugenia
Il parallelismo con Gomorra

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